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Il vice Ministro dello sviluppo economico Teresa Bellanova ha risposto all’interrogazione che ho presentato sullo stato della vertenza relativa allo stabilimento ex Alcoa di Portovesme e alle proposte di acquisizione. Il viceministro ha confermato che la Sider Alloys ha presentato una proposta di acquisto e ora si attende la presentazione del piano industriale che dovrà essere poi valutato. In corso ci sono poi interlocuzioni con altri soggetti che hanno manifestato interesse per lo smelter. Nell’apprezzare l’impegno profuso dal Governo è bene rimarcare che, a questo punto, si rende necessaria una accelerazione che porti alla definizione della vertenza. Purtroppo siamo davanti a una vicenda che prosegue dal 2012 e merita tempi certi e rapidi. Non è pensabile né accettabile che ci siano ulteriori ritardi e lungaggini. Gli ammortizzatori sociali dei lavoratori stanno scadendo e chi in questi anni si è battuto per salvare questa eccellenza produttiva merita risposte e atti concreti.

Emanuele Cani
Deputato PD

Roma, 28 marzo 2017
Interrogazione a risposta immediata in Commissione Attività produttive
Al Ministro dello sviluppo economico – Per sapere – premesso che:
lo stabilimento di Portovesme (Carbonia-Iglesias) è stato acquistato dalla multinazionale Alcoa nel 1996, congiuntamente allo stabilimento veneto di Fusina, in seguito alle privatizzazione dell’industria nazionale dell’alluminio;

il 30 novembre 2012 Alcoa ha deciso di fermare la produzione a Portovesme, unico sito attualmente dedicato alla produzione di alluminio primario in Italia che produceva ogni anno circa 155 mila tonnellate di alluminio primario con un fatturato medio di 580 milioni di euro;

la continuità del funzionamento produttivo degli stabilimenti industriali di interesse strategico nazionale, come definiti dall’articolo 1 del decreto-legge n. 207 del 2012, costituisce una priorità per il nostro Paese, priorità sostenuta anche con la risoluzione 7-00557 approvata in X Commissione nella quale si è evidenziata l’importanza del rilancio dell’industria dell’alluminio primario attraverso la definizione di un piano strategico che consenta non solo di riavviare gli impianti di produzione esistenti, ma anche di sviluppare nuove attività produttive;

il processo di fermata dell’impianto di Portovesme si è concluso alla fine del 2012, e dal 2013, nell’attesa di trovare una soluzione che scongiurasse il definitivo abbandono dello stabilimento, sono stati messi in campo una serie di ammortizzatori sociali che, tra cassa integrazione e mobilità, hanno consentito alle maestranze di vedere aperta la prospettiva della ripresa produttiva e della conseguente ripresa occupazionale;

lo scorso dicembre, con la decretazione dell’Area di crisi complessa della Sardegna, è stato firmato il riconoscimento della mobilità in deroga per i lavoratori che avevano l’ammortizzatore sociale scaduto o in imminente scadenza, tra i quali appunto i lavoratori dello smelter di Portovesme;

lo scorso 10 gennaio la multinazionale svizzera dell’alluminio Sider Alloyz ha siglato a Roma un accordo con Invitalia, l’agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa che ha avuto il compito di fare da filtro tra la multinazionale americana dell’alluminio e i potenziali acquirenti dello smelter, con il quale si è impegnata a formulare una proposta di acquisto dello stabilimento di Portovesme entro la fine di febbraio;

da recenti articoli di stampa si viene a conoscenza dell’ interesse all’acquisizione dello stabilimento da parte del fondo statunitense Kps e di un terzo soggetto;

dopo 4 anni di trattative a singhiozzo si sarebbe dunque fatto un significativo passo avanti nella ricerca di una soluzione ad una vertenza cruciale per il territorio–:

a che punto sia l’interlocuzione con i possibili acquirenti

FIRMATO: Benamati, Cani

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